Pellegrini della verità, pellegrini della pace
27 e 28 ottobre 2011
27 e 28 ottobre 2011
F., di famiglia sciita, è iracheno. Emigrò in Europa per sfuggire a Saddam. Ormai in pensione, si occupa con la moglie olandese di progetti umanitari e fa su e giù con Bagdad. Vive in coscienza una profonda spiritualità emancipata dalla religione…. Doveva essere comunista. Abbiamo fatto le ore piccole seduti sui tappeti in chiesa per un’intervista di “spiritualità politica” che finirà chissà su quale sito internet e giornale iracheno o olandese… Dichiarazioni ormai non verificabili, affidate alle brezze delle buone volontà, alla rete invisibile dell’umano globale….
Fuori è Firenze: regina del bello italiano, magnifica nelle sue architetture, stilla ricchezza culturale e spirituale da tutti i conci dei suoi monumenti. Dentro, in fondo a un lungo e spoglio corridoio, in uno spazio pulito e ordinato ma temporaneo, angusto ed antiestetico, è Centro islamico.
Nell'estate del 1989, in occasione della Preghiera Interreligiosa per la Pace, visitammo i campi di sterminio di Aushwitz e di Birkenaw (CONTROLLARE L'ORTOGRAFIA!). Accompagnavo una delegazione musulmana e raccolsi diverse e contraddittorie reazioni. Un giovane intellettuale, ideologicamente accecato, riusciva ancora a negare la verità del genocidio trovando il carcere piuttosto ben organizzato. Un altro dignitario confessava invece sconvolto che quella visita lo aveva profondamente trasformato!
Maggio 2009. Tutti in piedi per l’ingresso del Re e della Regina di Giordania! L’immensa sala del Centro Congressi è gremita dei partecipanti al Forum Economico Mondiale per il Medio Oriente, sezione di Davos. Tra me e me continuo a domandarmi perché m’abbiano invitato; sono infatti notoriamente repubblicano! In prima fila c’è metà della classe dirigente “moderata” araba a cominciare dal segretario generale della Lega, Amre Moussa. Sul palco sono appena saliti i dieci finalisti del concorso per “giovani imprenditori sociali”.
Erano una trentina, soprattutto palestinesi, profughi in diversi Paesi arabi, europei e d'oltre Atlantico, accompagnati da amici siriani e d'altrove. Cosa fa sì che una persona che vive tranquillamente sulla terra dei suoi avi diventi un giorno solidale con un profugo, un rifugiato? La condizione del «senza terra», dell'esiliato, è specchio di realtà che ci riguardano tutti.
In occasione dell'anno paolino, proclamato dal papa per ricordare il bimillenario della nascita dell'Apostolo delle Genti, viene spontaneo chiedersi come questo santo cristiano sia visto dall'Islam. La risposta non è incoraggiante: benché i testi fondatori, Corano e Sunna, non ne parlino esplicitamente, nei testi musulmani lungo la storia Paolo è accusato di avere radicalizzato la cristologia al punto da contraddire il puro monoteismo di Gesù, «Iisa il Messia», e dei suoi primi discepoli, a cominciare da Pietro.
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