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By paolo.dalloglio | 10:53 PM CET, Mon February 21, 2011

Maggio tinge d’azzurro le donne siriane. Sono molte le cristiane - bimbette, ragazzine, mamme e anziane, ma soprattutto giovani da marito - che nel mese della Madonna si vestono d’azzurro, si cingono d’una corda bianca e si coprono il capo con un candido velo. Non sono rare le giovani musulmane che fanno questo voto mariale imitando le compagne, le colleghe o le vicine cristiane. La sera, per il rosario, le chiese rigurgitano di popolo d’ogni rito. La devozione del mese di maggio arriva qui dall’Occidente ma è stata orientalizzata dai cristiani locali che restano attaccati alle belle espressioni di devozione alla Madonna particolari ad ogni Chiesa d’Oriente. La madre di Gesù è qui davvero madre di tutta la Chiesa. Ma non solo, ella è madre, devotamente amata e invocata, anche del popolo musulmano. 

Gli elementi del dogma mariano si ritrovano nell'Islam, a eccezione del grande titolo efesino di Madre di Dio. Maria è, per l’Islam, vergine, santa (siddiqa, nel senso di assolutamente sincera e giusta), prescelta e pura fra tutte le donne, madre del Verbo per il soffio dello Spirito divino, ed è costituita, con il Figlio, segno, miracolo, per tutto il creato. Infine, secondo la pietà musulmana, Maria è in Cielo con il Figlio in un nobile padiglione del Paradiso. Quando il Profeta conquistò la Mecca ed entrò nella Kaaba, vi trovò ogni sorta di idoli e ne ordinò la distruzione, a eccezione delle immagini sulle quali, per proteggerle, pose le mani: Maria e Gesù!  
La mariologia musulmana si sviluppa soprattutto a partire dalle sure 3 e 19 del Corano, quelle di Imran (il Gioacchino coranico) e di Maria. Sulla stessa linea dei Vangeli apocrifi e della liturgia cristiana, la Maria coranica è “presentata” al Tempio, dove è accudita da Zaccaria e nutrita da Dio come Elia. Il mistero mariale coranico non risiede nell’assenso all’incarnazione, che il Corano nega. Maria è, come Abramo, esempio perfetto di monoteismo esistenziale: interamente sottomessa e consacrata alla volontà del Misericordioso. Gabriele, l’angelo della rivelazione divina, si presenta a Maria per annunciarle la nascita di Gesù. Ella dunque riceve la rivelazione di Dio e partorisce un profeta che parla fin dalla culla! Maria, così simile nel Corano ad Agar, la madre d’Ismaele, partorisce nel deserto, assistita da Dio, e resta in silenzio di fronte all’accusa di adulterio. È il bimbo a parlare per difenderla. 
Fino ad oggi, specie in ambiente sciita, le musulmane sono solite fare voto di digiuno silenzioso. Riflettendo sui titoli di Verbo e Spirito del Gesù coranico, ascoltiamo il silenzio della maternità di Maria che pronuncia al mondo la Profezia fatta bambino. Chiediamo la grazia, in quanto discepoli del Messia, per noi e per i nostri vicini musulmani, che gli enigmi ed i simboli del Corano e della tradizione musulmana ci si svelino sempre più in una prospettiva escatologica di comunione d'amicizia nella Verità tutta intera. 

 

Questo Articolo era pubblicato nel maggio 2007 nella revista popoli

The thirst of Ismael

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